I miei podcast radiofonici nascono per dire ciò che altri evitano, senza peli sulla lingua, senza inchini e senza padroni. Davanti al microfono non costruisco personaggi, non cerco compiacenze, non addolcisco la realtà per renderla più digeribile. Racconto politica, società, guerre, ingiustizie e contraddizioni usando parole dirette, perché la verità non ha bisogno di travestimenti eleganti. Ogni puntata è confronto, denuncia, riflessione, ma anche libertà assoluta di pensiero. La radio per me resta voce viva, vicina alla gente, capace di rompere il silenzio. Un podcast può disturbare, scuotere, perfino dividere, ma non deve mai mentire né servire il potere.
