I miei libri non sono figli di altri scrittori, non camminano sulle orme di maestri, non cercano parentele letterarie oppure somiglianze. Nessun autore ha guidato la mia mano, suggerito una voce, imposto una forma o acceso quella scintilla dalla quale sono nate le mie pagine. La mia scrittura è nata con me, dentro di me, forse molto prima che imparassi a riconoscere il peso doloroso e magnifico delle parole.
I miei libri
È cresciuta attraverso le emozioni, le ferite, le cadute, gli amori perduti, le notti insonni e quelle psichedelie che attraversano silenziosamente la mia anima. Non ho mai desiderato somigliare a qualcuno, perché scrivere significa liberare ciò che possediamo dentro, non rivestirci delle parole appartenute agli altri. Ogni libro custodisce il mio sangue, la mia rabbia, la mia fede inquieta, le domande rivolte a Dio e le risposte negate dagli uomini. Scrivo perché qualcosa mi scuote, mi ferisce, mi trascina lontano, poi mi riconduce davanti alla pagina con una verità impossibile da nascondere. Non conosco scuole letterarie capaci di spiegare questa urgenza, conosco soltanto la voce che porto dentro e che pretende di essere ascoltata. La mia scrittura non è stata imparata, costruita oppure imitata, è venuta al mondo insieme a me.
