Il Broccolino dei The Clockers non è soltanto un album rock, ma un viaggio dentro la memoria di milioni di italiani costretti ad abbandonare la propria terra, uomini e donne partiti con valigie povere, fotografie consumate, lettere cucite nelle tasche e quella paura che nessuno avrebbe avuto il coraggio di confessare; dieci tracce originali e la bonus track Sins Are Bricks raccontano radici, sogni, nostalgia, sfruttamento, amore e rinascita, trasformando la storia dell’emigrazione in musica viva.
Il Broccolino dei The Clockers non è soltanto un album rock
Il Broccolino è l’italiano partito dal proprio paese e arrivato dall’altra parte dell’oceano, diventato qualcosa di diverso senza dimenticare ciò che era, sospeso tra due lingue, due mondi e due identità; partì italiano e tornò Broccolino, cambiato nel modo di parlare, vestire e guardare la vita, ma con il rumore del paese ancora chiuso dentro l’anima.
Brani come Italian Refugees, Men from the Hill e I Cry to Thee My Lord attraversano pioggia, binari, fabbriche, baracche, turni di notte e traversate oceaniche, raccontano la partenza da Napoli, la nave Cedric, le visite mediche, la terza classe, Ellis Island e le lettere inviate alle famiglie rimaste a casa; Sins Are Bricks diventa invece una riflessione sulla colpa, sulle ferite e sui mattoni che ogni uomo accumula costruendo la propria prigione.
Il suono autentico
Il suono è rock-blues autentico, diretto, senza decorazioni inutili, con chitarre elettriche, ritmi serrati, pianoforte, tastiere e fisarmonica; Fabio Fiorina (Ray D’Antoni), firma testi e musiche, canta e suona la chitarra, accanto a Mauro Fiorina, Angelo Molino e Mauro Munzi.
Il Broccolino nasce dalla memoria, ma parla al presente, perché chi dimentica quando i migranti eravamo noi finisce per giudicare chi affronta oggi lo stesso mare; è un album di partenze e ritorni, di dolore e dignità, dedicato a chi perse tutto senza perdere se stesso.
Per acquistare: https://www.youtube.com/watch?v=Y5ScYAt7B9w&list=OLAK5uy_kQDq0iwe9rTrOUMyKloewS0MuNxdOw678

