LACRIME PSICHEDELICHE: ATTRAVERSARE L’ABISSO PER RITROVARE L’ANIMA. Dedicato alla madre, Lacrime Psichedeliche di Fabio Fiorina non è soltanto una raccolta poetica, ma un viaggio dentro quelle regioni dell’anima che spesso fingiamo di non conoscere; il flusso di coscienza e la prosa poetica accompagnano il lettore nell’arrivo delle ore oscure, nella resa dei conti con l’esistenza e in quelle battaglie interiori che non producono vincitori, ma soltanto uomini più consapevoli delle proprie ferite.
Lacrime Psichedeliche
Il tempo domina l’opera attraverso i rintocchi delle pendole, la sabbia che scivola nelle clessidre e le ore che avanzano come assassine nascoste dietro un cappello scuro; l’uomo tenta di opporsi, rimane sospeso tra ciò che ha perduto, ciò che teme e un presente talmente fragile da dissolversi mentre viene vissuto, eppure proprio dentro questa precarietà esplode una sensualità psichedelica, eterea e viscerale, dove amore, passione e desiderio superano il corpo, abbattono i confini dei sensi e cercano la fusione definitiva tra due anime.
La spiritualità non viene accettata come formula già scritta, perché le preghiere codificate rischiano di spersonalizzare il rapporto con il divino, trasformando la fede in una ripetizione priva di carne; Fiorina cerca invece una preghiera spontanea, intima, pronunciata con parole proprie, capace di condurre alla catarsi e all’effusione con lo Spirito Supremo, senza intermediari, imposizioni o liturgie incapaci di ascoltare il dolore individuale.
Sul fondo…
Sul fondo rimane l’uomo contemporaneo, nascosto dietro profili virtuali, sorrisi falsi e relazioni superficiali, convinto di poter ingannare la solitudine mentre ne diventa prigioniero; Lacrime Psichedeliche strappa queste maschere, attraversa il pianto, il desiderio e la paura, per ricordare che l’amore autentico non vive nell’apparenza e che ogni anima possiede un’essenza irripetibile, forse ferita, forse stanca, ma ancora capace di cercare la propria verità nel buio.

