FONDAMENTI DI GIORNALISMO RADIOTELEVISIVO: TEORIA, TECNICA E DEONTOLOGIA. Il giornalismo non è soltanto una professione. È responsabilità, ricerca, verifica e rispetto delle persone. In Fondamenti di giornalismo radiotelevisivo, Fabio Fiorina analizza il mestiere dell’informazione attraversando deontologia, tecniche produttive e linguaggi dei mezzi di comunicazione. Il punto di partenza è la Carta di Treviso, nata per difendere i minori e i soggetti fragili dall’esposizione incontrollata della cronaca. Proteggere identità, dignità e futuro di una persona non significa nascondere la verità. Significa raccontarla senza trasformare il dolore in spettacolo.
FONDAMENTI DI GIORNALISMO RADIOTELEVISIVO: TEORIA, TECNICA E DEONTOLOGIA
Oggi l’informazione è frammentata, veloce e spesso manipolata. Le notizie corrono sui social prima ancora di essere verificate. Le falsità diventano titoli, le supposizioni si travestono da fatti e la propaganda pretende di essere giornalismo. In questo caos il professionista deve rappresentare un avamposto di credibilità. Deve controllare le fonti, separare i fatti dalle opinioni e resistere alle pressioni politiche ed economiche. La parte dedicata alla televisione entra nella costruzione concreta del servizio giornalistico. Dallo sguardo in telecamera al linguaggio corporeo, dalla scelta delle inquadrature alla gestione dei microfoni, fino all’illuminazione a tre punti. Il testo affronta inoltre il montaggio digitale non lineare, l’incisione dello speech, la selezione delle musiche e la sincronizzazione tra immagini e suono.
L’anima e la mente
La radio possiede un’altra anima. Vive attraverso la voce, le pause, la musica e l’immaginazione dell’ascoltatore. Fiorina descrive la struttura del palinsesto, le radio di flusso, quelle di programmi, le talk radio e le radio persona. Analizza anche l’intervista colloquiale, nella quale ascoltare conta quanto domandare.
Infine emerge il conduttore 2.0: giornalista, autore e produttore multimediale. Un professionista capace di lavorare in studio, sul web e nei social senza perdere la propria identità. Perché gli strumenti cambiano continuamente, ma una regola rimane immutabile: soltanto la verità conta.

