IL GRANDE INGANNO: DIO, L’UOMO E LA STORIA CHE AVREBBE POTUTO ESSERE. Il Grande Inganno di Fabio Fiorina, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, non riscrive semplicemente il Vangelo. Lo interroga, lo scuote e lo conduce davanti al tribunale della ragione. La drammaturgia, articolata in tre capitoli, attraversa fede, politica e libero arbitrio, immaginando una storia diversa da quella consegnata all’umanità.
Il Grande Inganno
Tutto comincia nel Pretorio di Gerusalemme. Ponzio Pilato è assediato dalle pressioni del Sinedrio, dalla paura di Roma e dal peso di una decisione destinata a cambiare il mondo. Davanti a lui vengono condotti due sovversivi speculari: Yeshua Bar-Yosef, il Nazareno, e Yeshua Bar-Abbà, lo Zelota. Entrambi appartengono alla tradizione essena, ma rappresentano due strade opposte: la parola e la spada. Giuda rivela a Claudia Procula di non aver tradito per denaro. Ha eseguito un disegno politico e religioso voluto dallo stesso Maestro. Ma Pilato rompe la trama già scritta, dichiara innocenti i due uomini e restituisce loro la libertà.
Nel deserto…
Nel deserto Yeshua rimane solo davanti ai propri dubbi. Un Dio severo lo accusa di aver rifiutato la spada guerriera di Re David, mentre Satana scava nelle sue fragilità. Il Figlio non appare invulnerabile. È uomo, paura e contraddizione. La storia approda infine in una Zippori appartenente a un universo alternativo. Gesù è Re d’Israele e Sommo Sacerdote di uno Stato illuminato. Claudia Procula governa la Galilea, prima donna a ricoprire quell’incarico. Pilato viene processato per i suoi crimini e il potere perde finalmente la propria immunità.
Poi avviene l’impensabile. Lucifero ritorna pentito e Gesù lo accoglie come il padre accoglie il figliol prodigo. Il male non viene distrutto, ma perdonato.
Il Grande Inganno pone allora la domanda più scomoda: se persino Lucifero può essere redento, chi siamo noi per rendere eterna la condanna?

