L’illegittimità morale nel libro di Giobbe: il tradimento dei comandamenti divini. Nel saggio L’inciampo di Giobbe e del suo Dio, Fabio Fiorina mette in luce il valore amorale e contraddittorio dell’operato divino nelle Sacre Scritture. L’analisi evidenzia come la figura del Creatore riveli i tratti di una divinità narcisista e iraconda, disposta a tradire la propria parola eterna per saziare la propria brama di gloria e affermare il proprio potere.
L’illegittimità morale nel libro di Giobbe
L’episodio chiave di questo comportamento risiede nella vicenda di Giobbe, in cui Dio intreccia una stretta collaborazione con Satana, inteso non come avversario ma come guardiano e collaboratore divino. In un vero e proprio gioco di scommessa e provocazione, Dio consegna la vita, i beni e gli affetti del suo servo fedele al demonio. Senza alcuna reale colpa da parte di Giobbe, le vite dei suoi figli vengono spietatamente annientate e la sua esistenza devastata al solo scopo di testare il livello di pietas dell’uomo. Per l’autore, trattare la vita di uomini, donne e bambini come una pedina da sacrificare rappresenta un atto profondamente amorale e privo di amore paterno.
Spergiuro verso la sua stessa parola?
Il profilo più grave di questa condotta risiede nello spergiuro di Dio verso la propria parola eterna. Se i comandamenti dettati a Mosè scaturiscono dalla parola eterna di Dio, essi devono considerarsi validi da sempre, senza limiti temporali. Tuttavia, Dio infrange direttamente i propri precetti fondanti, primo fra tutti il “Non uccidere”. Ciò avviene sia ordinando il sacrificio del figlio Isacco ad Abramo — richiesta definita dall’autore una pura follia omicida — sia provocando la morte dei figli di Giobbe e promuovendo spietati massacri nel Vecchio Testamento.
L’illegittimità morale nel libro di Giobbe
Infrangendo anche i divieti di rubare e desiderare la roba d’altri nelle guerre di sterminio, Dio rinnega la sua stessa legge, dimostrandosi sordo alla sofferenza umana e incoerente con i suoi stessi principi morali.
💡 Se desideri approfondire, potremmo analizzare il confronto che l’autore fa tra la figura di Giobbe e quella di Abramo, oppure trasformare questa analisi in un report stilizzato o in una presentazione.
